Investor Visa Italia: come investire 250.000 € in startup innovativa e ottenere il permesso di soggiorno

TL;DR:

  • Investimento minimo 250.000 € in startup innovativa per cittadini extra-UE
  • Obbligo di completare l’investimento entro 3 mesi dall’ingresso in Italia
  • Procedura digitale con Nulla Osta preventivo e documentazione antiriciclaggio rigorosa
  • Mantenimento investimento obbligatorio per tutta la durata del permesso
  • Agevolazioni fiscali 2026: detrazione IRPEF 65% confermata, incentivo 30% scaduto

L’Investor Visa for Italy rappresenta uno dei percorsi più strutturati per cittadini extra-UE che vogliono trasferirsi in Italia attraverso un investimento qualificato. L’opzione startup innovativa, con soglia di ingresso di 250.000 €, è la più accessibile tra le quattro previste dal programma, ma richiede documentazione rigorosa, tempistiche precise e – soprattutto – un investimento reale in capitale di rischio.

Perché l’opzione startup innovativa è strategica

L’Investor Visa prevede quattro tipologie di investimento: 2 milioni di euro in titoli di Stato, 500.000 € in società di capitali italiane, 250.000 € in startup innovativa, o 1 milione di euro in donazioni filantropiche. L’investimento in startup innovativa abbassa significativamente la soglia economica e consente di entrare in un ecosistema imprenditoriale agevolato fiscalmente, con esenzioni da imposte di bollo, diritti camerali e accesso privilegiato al Fondo di Garanzia PMI.

Il punto critico è che non si tratta di “comprare un permesso”: l’investimento deve essere reale, tracciabile, mantenuto per tutta la durata del permesso e dimostrabile documentalmente. Il programma nasce per attrarre capitali verso settori strategici, non per creare scorciatoie migratorie.


La procedura ufficiale: fasi, tempistiche e documenti obbligatori

Richiesta Nulla Osta e visto

La procedura inizia con la richiesta online del Nulla Osta sul portale dedicato investorvisa.mise.gov.it. Il Comitato inter-istituzionale valuta la candidatura entro 30 giorni e, in caso positivo, rilascia il Nulla Osta che ha validità di 6 mesi.

Con il Nulla Osta, il richiedente si presenta al consolato italiano competente per ottenere il visto biennale per investitori. Una volta entrato in Italia, deve richiedere il permesso di soggiorno entro 8 giorni dall’arrivo.

Investimento entro 3 mesi: la scadenza non negoziabile

Qui si gioca la sostenibilità dell’intero percorso. L’investimento di 250.000 € deve essere completato entro 3 mesi dalla data di ingresso in Italia. Non è una raccomandazione: è un requisito vincolante. Il mancato rispetto della scadenza comporta la revoca del permesso e l’impossibilità di rinnovo.

In pratica, significa che il dossier societario (term sheet, delibera di aumento di capitale, atti di governance, patti parasociali) deve essere predisposto prima dell’ingresso in Italia, in modo da eseguire l’operazione immediatamente e caricare la documentazione probatoria sul portale entro il termine.

Mantenimento e rinnovo

Il permesso di soggiorno per investitori è rinnovabile solo se l’investimento è mantenuto per tutta la durata. Al momento del rinnovo, il portale richiede il caricamento della documentazione che prova il mantenimento: visura camerale aggiornata, bilanci, attestazione di partecipazione, flussi bancari. La logica è chiara: investimento vero, permanenza vera.


Cosa significa investire 250.000 € in startup innovativa “in modo corretto”

Qualifica della target

La società target deve essere effettivamente una startup innovativa secondo il D.L. 179/2012, con requisiti oggettivi e soggettivi certificati. Non basta la visura: serve verificare sostanza dell’attività, coerenza degli atti, iscrizione nella sezione speciale del Registro Imprese, e compliance con i requisiti (almeno uno tra: spese R&S ≥15%, personale qualificato, brevetti registrati).

Con la Legge 193/2024, le startup hanno una permanenza base di 3 anni (estendibile fino a 9 per imprese in scale-up) e sono escluse le attività prevalenti di consulenza.

Struttura dell’operazione

Investire significa entrare nel capitale sociale della startup con un’operazione di equity: aumento di capitale, sottoscrizione di quote, conversione di obbligazioni convertibili. Tutto deve essere documentato con:

  • Term sheet e delibera assembleare di aumento di capitale
  • Atti notarili di sottoscrizione
  • Eventuali patti parasociali (lock-up, diritti informativi, clausole di exit)
  • Bonifici bancari con causali riconciliabili e tempistiche corrette

Qualsiasi accordo parallelo che renda l’investimento “garantito” o “restituibile” è incompatibile con la logica del programma e crea rischi di compliance enormi.


Il nodo critico: antiriciclaggio e source of funds

Nelle pratiche con investitori esteri, l’errore non è quasi mai tecnico-societario. È antiriciclaggio. Un dossier Investor Visa solido deve reggere su una due diligence KYC/AML completa:

  • Identificazione del cliente e del titolare effettivo
  • Controlli PEP (Politically Exposed Person) e sanzioni internazionali
  • Source of funds (provenienza dei fondi specifici dell’operazione) documentata con estratti bancari, contratti di vendita, dichiarazioni fiscali
  • Source of wealth (origine complessiva del patrimonio) coerente con il profilo del cliente

Nei casi in cui Gruppo AQ segue operazioni di questo tipo, la fase AML non è “compliance formale”: è la condizione per rendere l’operazione sostenibile nel tempo, soprattutto quando si entra in fase di rinnovo e la documentazione torna sotto scrutinio.


Agevolazioni fiscali 2026: cosa si può dire con precisione

Detrazione IRPEF 65% confermata (regime de minimis)

Per investimenti in startup innovative nei primi 3 anni di iscrizione, la detrazione IRPEF del 65%è confermata per il 2026 in regime de minimis. Limite massimo: 100.000 € di investimento annuo, detrazione massima 65.000 €.

Condizioni:

  • Investimento mantenuto per almeno 3 anni
  • Partecipazione non superiore al 25% del capitale o diritti di governance
  • Istanza preventiva online sul portale MIMIT
  • Rispetto del massimale de minimis di 300.000 € su 3 esercizi finanziari per la startup ricevente

Detrazione IRPEF 30% (regime ordinario): situazione incerta

La detrazione ordinaria del 30% per investimenti fino a 1.000.000 € in startup e PMI innovative, disciplinata dall’art. 29 del D.L. 179/2012, risulta scaduta al 31 dicembre 2025 secondo fonti di settore e stampa specializzata. Al momento (febbraio 2026) è in attesa di eventuale proroga normativa.

La conseguenza pratica per chi valuta l’Investor Visa nel 2026 è che l’agevolazione fiscale va verificata al momento dell’operazione con un check normativo puntuale. Il percorso Investor Visa si pianifica su regole procedurali stabili (investimento, tempistiche, mantenimento), mentre il beneficio fiscale collegato può cambiare e non è automatico.


L’approccio operativo Gruppo AQ: compliance e sostanza

Gruppo AQ affianca investitori e imprese innovative con un metodo che privilegia solidità documentale e coerenza economica. Seguiamo un portafoglio ampio di realtà innovative e, quando ha senso, supportiamo:

  • Scouting della target con due diligence societaria, fiscale e di compliance
  • Strutturazione dell’ingresso in equity con term sheet, patti parasociali e governance adeguata
  • Presidio documentale della procedura Investor Visa (KYC/AML, Nulla Osta, caricamento documentazione)
  • Supporto al rinnovo con prova del mantenimento dell’investimento e aggiornamenti normativi

Il punto non è “fare pratica”. Il punto è costruire un’operazione che regga a tre domande: i fondi sono tracciabili e coerenti? L’investimento è reale e mantenuto? La target è una startup innovativa con requisiti e governance adeguati? Quando la risposta è sì, il percorso diventa lineare.


Cosa fare se stai valutando questa strada

Se sei un cittadino extra-UE interessato all’Investor Visa con investimento in startup innovativa, la cosa più intelligente da fare è impostare subito un cronoprogramma “a tre mesi”:

  1. Costruire il fascicolo AML (identificazione, source of funds/wealth, dichiarazioni fiscali)
  2. Individuare la target e completare la due diligence societaria
  3. Preparare in anticipo atti societari, term sheet e governance
  4. Predisporre i flussi bancari con causali corrette
  5. Arrivare all’ingresso in Italia con tutto pronto per l’esecuzione immediata dell’investimento

In questo modo si evita la pressione della scadenza di 3 mesi e si massimizza la solidità documentale per il rinnovo.


In breve

  • L’Investor Visa con investimento da 250.000 € in startup innovativa è un percorso concreto ma richiede compliance rigorosa
  • L’investimento deve essere completato entro 3 mesi dall’ingresso in Italia e mantenuto per tutta la durata del permesso
  • La startup target deve essere effettivamente iscritta nella sezione speciale del Registro Imprese con requisiti verificabili
  • La documentazione antiriciclaggio (KYC/AML, source of funds, source of wealth) è il punto critico della pratica
  • Le agevolazioni fiscali 2026 sono parzialmente operative: detrazione IRPEF 65% confermata in de minimis, incentivo 30% in attesa di proroga

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Lo sapevi che

  • Il Nulla Osta per l’Investor Visa viene rilasciato entro 30 giorni ma ha validità di soli 6 mesi per presentarsi al consolato
  • La procedura di rinnovo richiede un nuovo Nulla Osta e la prova documentale del mantenimento dell’investimento
  • Le startup innovative con la Legge 193/2024 hanno una permanenza base di 3 anni (non più 5) estendibile fino a 9 anni per imprese in scale-up
  • La detrazione IRPEF 65% in de minimis per investimenti in startup richiede un’istanza preventiva online sul portale MIMIT prima dell’operazione
  • Le startup innovative sono totalmente esonerate da imposte di bollo, diritti camerali e diritto annuale CCIAA per i primi 5 anni
  • L’investimento Investor Visa è considerato effettuato alla data di deposito della delibera di aumento di capitale nel Registro Imprese

FAQ

  1. Chi può richiedere l’Investor Visa for Italy?

    Cittadini di Paesi extra-UE che intendono effettuare un investimento qualificato in Italia: 2 milioni di euro in titoli di Stato, 500.000 € in società di capitali, 250.000 € in startup innovativa, o 1 milione di euro in donazioni filantropiche.

  2. Entro quanto tempo devo completare l’investimento dopo l’ingresso in Italia?

    L’investimento deve essere completato entro 3 mesi dalla data di ingresso in Italia. Il mancato rispetto della scadenza comporta la revoca del permesso e l’impossibilità di rinnovo.

  3. Cosa succede se vendo la mia partecipazione nella startup prima del rinnovo del permesso?

    Il permesso di soggiorno per investitori è rinnovabile solo se l’investimento originario è mantenuto per tutta la durata. La cessione della partecipazione compromette il rinnovo.

  4. Quali documenti devo fornire per dimostrare la provenienza lecita dei fondi?

    Source of funds (provenienza dei fondi specifici dell’operazione) e source of wealth (origine complessiva del patrimonio) documentate con estratti bancari, contratti di vendita, dichiarazioni fiscali, attestazioni bancarie certificate e traduzioni giurate.

  5. Posso beneficiare della detrazione IRPEF 65% sull’investimento in startup innovativa?

    Sì, se la startup è nei primi 3 anni di iscrizione e rispetti i limiti de minimis (max 100.000 € investimento annuo, detrazione max 65.000 €). Richiede istanza preventiva online sul portale MIMIT e mantenimento dell’investimento per almeno 3 anni.

  6. La detrazione IRPEF 30% ordinaria è ancora applicabile nel 2026?

    La detrazione ordinaria del 30% risulta scaduta al 31 dicembre 2025 ed è in attesa di eventuale proroga normativa. È necessario verificare lo stato aggiornato al momento dell’operazione.

Fonti

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