Rottamazione quinquies 2026: guida completa e scadenze


TL;DR:
- Carichi 2000-2023: paghi capitale e spese
- Si azzerano sanzioni e interessi di mora
- Prima scadenza: 31 luglio 2026
- Rate possibili con interesse 3%
- Perimetro più selettivo: focus su controlli automatizzati/formali
Cos’è la rottamazione quinquies e cosa rottama davvero?
La rottamazione quinquies è una definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione, per i ruoli dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. L’agevolazione funziona con una logica chiara: si paga il debito principale e alcune spese, mentre le componenti accessorie vengono stralciate.
Su un debito iscritto a ruolo, spesso la parte dolorosa non è l’imposta, ma sanzioni e interessi. La rottamazione interviene proprio su questa parte, ma solo se si rispetta la procedura e si pagano le scadenze.
Quali carichi rientrano e quali restano fuori?
La versione 2026 è più selettiva: l’accesso riguarda solo carichi derivanti da controlli automatizzati e formali (imposte e contributi). Restano fuori i ruoli legati ad atti di accertamento. Questo cambia la platea rispetto a chi, nelle precedenti edizioni, era abituato a inserire tutto senza distinguere l’origine del carico.
Prima di presentare domanda serve classificare i carichi in modo documentale (origine, tipologia atto, data affidamento). Un elenco Excel non basta se poi le posizioni non sono coerenti con i requisiti. Una buona pratica è preparare un fascicolo ordinato per posizione, con atti e documenti consultabili.
Quanto si paga con la rottamazione quinquies?
Con l’adesione, si pagano solo il capitale (imposta o contributo), le spese di notifica e le eventuali spese di procedure esecutive. In concreto, vengono azzerate le principali componenti accessorie del debito. È la ragione per cui questa misura interessa soprattutto imprese che hanno visto il debito gonfiarsi nel tempo.
Nelle PMI il debito a ruolo nasce spesso da due dinamiche ricorrenti. Prima, ritardi di liquidità che trasformano F24 non versati in ruoli. Seconda, errori o disallineamenti su dichiarazioni che, sommati a sanzioni e interessi, diventano ingestibili.
Quali sono scadenze e modalità di pagamento (con rate al 3%)?
Il pagamento parte dal 31 luglio 2026. Sono previste due strade: un’unica soluzione oppure rateizzazione con interesse del 3%.
La rateizzazione riduce lo stress di cassa, ma introduce un costo del tempo e, soprattutto, un rischio di decadenza se si salta una scadenza. Se la liquidità è fragile, la rateizzazione va costruita insieme a un piano di tesoreria credibile.
Debito totale 62.000 euro, di cui 45.000 capitale, 12.000 sanzioni, 4.000 interessi e 1.000 spese. Con la rottamazione l’ordine di grandezza da finanziare può scendere vicino a 46.000 euro, ma bisogna verificare voce per voce con l’agente della riscossione.
Come si presenta la domanda e cosa aspettarsi dopo?
Le modalità restano simili alle precedenti rottamazioni: si presenta una domanda all’agente della riscossione. Successivamente l’agente comunica l’importo dovuto e, se si sceglie la rateizzazione, il calendario delle scadenze.
La qualità del processo interno fa la differenza: un’azienda che prepara prima un fascicolo per posizione (atto, importi, stato, eventuali sospensioni) riduce errori e tempi. Un’azienda che prova e vede rischia di scoprire tardi che una parte dei carichi non rientra.
Quando conviene (e quando no): due confronti rapidi
La rottamazione può ridurre il totale da pagare, ma è meno flessibile su scadenze e decadenza. La rateizzazione ordinaria è più gestibile nel tempo, ma non elimina le componenti accessorie nello stesso modo. Se l’azienda ha una certa liquidità disponibile, la rottamazione può offrire un taglio reale sul debito. Se la liquidità è scarsa, una rateizzazione ordinaria estesa nel tempo può essere più sostenibile.
Pagare subito elimina rischio decadenza e interessi al 3%, ma richiede liquidità immediata. Rateizzare libera cassa oggi, ma richiede disciplina e un controllo mensile. In queste decisioni, il punto non è solo fiscale: è di finanza aziendale. Un piano credibile può includere anche linee di breve, gestione incassi, e rinegoziazione con fornitori.
Costruisci un piano rottamazione sostenibile
La rottamazione quinquies è opportunità, ma solo se il piano è realistico. Molte PMI saltano rate per stress di cassa, perdendo l’agevolazione. Non basta la matematica fiscale: serve l’integrazione con tesoreria, cash flow stagionale e covenant bancari.
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In breve
- Riguarda carichi affidati 2000-2023
- Si pagano capitale e spese, non sanzioni/interessi
- Prima scadenza 31 luglio 2026
- Rate possibili con interesse 3%
- Perimetro più selettivo: non tutto rientra
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Lo sapevi che
- La voce spese resta quasi sempre dovuta, anche in rottamazione
- Un piano rate senza tesoreria monitorata aumenta il rischio decadenza
- La prima rata può sbloccare procedure esecutive già avviate
- Non tutti i carichi derivano dallo stesso tipo di controllo: serve classificazione
- Il beneficio reale dipende dalla percentuale di sanzioni/interessi sul totale
- Un fascicolo ordinato riduce i tempi di gestione e gli errori
FAQ
- Quali ruoli rientrano nella rottamazione quinquies 2026?
Rientrano i ruoli affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, ma solo se derivano da controlli automatizzati e formali (imposte e contributi diretti, IVA, etc.). Restano esclusi i ruoli derivanti da atti di accertamento (verifiche, ispezioni). La distinzione è tecnica ma decisiva per chi ha ruoli misti in bilancio.
- Gli accertamenti esecutivi possono essere inclusi?
No. La rottamazione quinquies 2026 esclude specificamente i carichi legati ad atti di accertamento. Se un ruolo nasce da accertamento (non da controllo formale), non rientra nella rottamazione. Questo è il punto principale dove la versione 2026 si differenzia dalle edizioni precedenti.
- Cosa succede se si salta una rata?
Si rischia la decadenza: se non si paga una rata nella scadenza stabilita, l’adesione può decadere e il debito torna ai valori pieni con sanzioni e interessi. È critico impostare un controllo interno e una tesoreria che governi le scadenze, magari con reminder automatici.
- La rottamazione blocca automaticamente pignoramenti e fermi?
Con il versamento della prima rata (o dell’unica soluzione), si determina l’estinzione delle procedure esecutive già avviate. Tuttavia, serve comunicare correttamente all’agente della riscossione, perché gli effetti dipendono dalla tracciabilità del versamento. Una ricevuta di pagamento è fondamentale.
- È possibile scegliere solo alcune cartelle e non tutte?
Sì, la domanda può includere un perimetro selettivo di carichi. Non è obbligatorio inserire tutte le posizioni. Conviene comunque valutare se includere il massimo possibile, dato che l’agevolazione è una tantum e successivamente avrà termini diversi.
- Come si costruisce un piano rate sostenibile per l’impresa?
Il piano deve integrarsi con la stagionalità del flusso di cassa aziendale, i covenant bancari (se presenti) e le altre scadenze fiscali. Un’azienda stagionale potrebbe concentrare le rate nei trimestri con maggior liquidità, mantenendo un buffer di sicurezza. Serve revisione mensile per evitare sorprese.





