Iper ammortamento 2026: fino al 180% per Industria 4.0


TL;DR:
- Investimenti agevolati 1/1/2026 – 30/9/2028
- Maggiorazione: 180% fino a 2,5 milioni
- Poi 100% fino a 10 milioni e 50% fino a 20 milioni
- Beni 4.0: materiali e immateriali con elenchi aggiornati
- Servono requisiti tecnici, documenti e governance
Cos’è l’iper ammortamento 2026 e perché torna?
Dal 2026 viene riproposta la disciplina della maggiorazione dell’ammortamento per investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0. Il senso economico è chiaro: non è un contributo a incasso, ma una deduzione fiscale maggiore nel tempo, che riduce il reddito imponibile e migliora il ritorno dell’investimento.
Con l’iper ammortamento il beneficio si materializza tramite quote di ammortamento o canoni deducibili, quindi dipende da imponibile e capacità di assorbimento fiscale. Se l’azienda è in perdita, l’effetto può slittare.
Qual è la finestra temporale degli investimenti?
Rientrano gli investimenti effettuati dalle imprese dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Questo crea una finestra pluriennale utile, ma richiede una programmazione diversa: la scelta non è fare ordine oggi, è strutturare un piano capex con milestone tecniche (consegna, messa in funzione, interconnessione) compatibili con la finestra.
Per investimenti complessi, i ritardi non sono un’eccezione ma una variabile da gestire. Pianificare consegne e collaudi con buffer realistici è parte dell’incentivo, non un dettaglio.
Quali beni rientrano e dove si trovano gli elenchi?
Gli elenchi dei beni materiali e immateriali agevolabili risultano aggiornati e inseriti come allegati alla legge. In pratica rientrano beni 4.0: macchinari, impianti, robot, sistemi di automazione e anche software e soluzioni digitali, a condizione che siano coerenti con requisiti tecnici e di integrazione.
Molte imprese investono in pezzi di digitalizzazione (un software, un MES, un sensore) senza un disegno complessivo. L’iper ammortamento premia chi ragiona per architettura: interconnessione, dati, controllo e manutenzione predittiva.
Quali sono i requisiti territoriali e di produzione (UE/SEE)?
La maggiorazione vale per investimenti in beni destinati a strutture produttive ubicate in Italia. Inoltre, il bene deve risultare prodotto in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo.
Questo punto incide su procurement e contratti: non basta scegliere il bene migliore, serve verificare anche la filiera produttiva e la documentazione che lo dimostra. Inserire clausole contrattuali su provenienza e documenti tecnici evita di scoprire a posteriori che il bene non è conforme.
Quali sono le aliquote (180% / 100% / 50%) e come incidono?
La maggiorazione del costo di acquisto da considerare ai fini delle quote deducibili segue tre scaglioni:
- 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
- 100% oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni
- 50% oltre 10 milioni e fino a 20 milioni
Investimento da 1.000.000 euro. Con maggiorazione 180%, il costo fiscalmente deducibile diventa 2.800.000 euro complessivi da ammortizzare secondo regole ordinarie, aumentando la deduzione annua rispetto all’ammortamento standard.
Due piani possibili: Piano A con 2,4 milioni tutto al 180% (beneficio più intenso). Piano B con 2,6 milioni dove un pezzo scivola nello scaglione successivo (beneficio marginale diverso). Questo rende importante la segmentazione degli investimenti e la tempistica di completamento.
Leasing e contabilizzazione: come si riflette nei canoni?
La norma considera anche i canoni di locazione finanziaria deducibili, cioè il leasing. In azienda è un tema centrale perché molti investimenti 4.0 vengono finanziati proprio così. Serve allineare tre piani: tecnico (bene e requisiti), contabile (iscrizione e piano ammortamento/canoni), e finanziario (durata, maxicanone, eventuali vincoli bancari).
Per progetti capex rilevanti, l’incentivo non va letto da solo: si integra con il costo del capitale e con la capacità di investimento.
Quali documenti servono e quali errori si vedono più spesso?
I progetti 4.0 richiedono disciplina documentale: schede tecniche, prove di interconnessione, contratti, fatture, e un fascicolo coerente che racconti il bene. Gli errori tipici sono tre: documentazione tecnica non allineata al bene consegnato, interconnessione dichiarata ma non dimostrabile, assenza di governance (nessuno è owner del fascicolo 4.0).
In caso di controllo, non basta avere il bene in produzione. Serve dimostrare requisiti, tempi e coerenza tra documenti, contabilità e uso in impresa.
Come impostare una governance 4.0: checklist da CFO e operations
Il vero vantaggio dell’iper ammortamento si ottiene quando l’azienda evita rework e ritardi: la parte fiscale è un moltiplicatore, non il motore principale.
- Un responsabile interno per fascicolo incentivi (non a rotazione)
- Un Gantt investimento: ordine, consegna, messa in funzione, interconnessione
- Un controllo contrattuale su provenienza UE/SEE e specifiche
- Una simulazione fiscale per verificare assorbimento nel triennio
- Un controllo di tesoreria: canoni/leasing e scadenze fiscali
Struttura il piano capex 4.0 con governance documentale solida
L’iper ammortamento premia chi fa bene, non chi risparmia di più. Se investi in 4.0 ma la governance documentale è approssimativa, il beneficio fiscale si vede (oggi in bilancio) ma il controllo (tra 3-5 anni) può richiedere rework costoso. È meglio investire risorse in governance oggi piuttosto che gestire ricuperi da decine di migliaia tra due anni.
Gruppo AQ offre:
- Strutturazione piano capex (segmentazione aliquote, tempistica consegne)
- Governance documentale 4.0 (fascicolo conforme, controlli pre-ordinanza)
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In breve
- Incentivo per beni strumentali nuovi 4.0
- Finestra: 1/1/2026 – 30/9/2028
- Scaglioni: 180%, 100%, 50% fino a 20 milioni
- Strutture produttive in Italia e beni prodotti UE/SEE
- Governance documentale essenziale per non perdere il beneficio
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Lo sapevi che
- L’iper ammortamento aumenta la deduzione, non dà un incasso immediato
- Il beneficio dipende dalla capacità di avere imponibile da assorbire
- La segmentazione degli investimenti può cambiare il beneficio marginale
- La provenienza UE/SEE diventa un requisito contrattuale, non solo tecnico
- Il leasing è spesso lo strumento chiave per rendere il piano sostenibile
- Un fascicolo incompleto può annullare un vantaggio fiscale già contabilizzato
FAQ
- L’iper ammortamento 2026 vale anche per software e beni immateriali?
Sì. Gli elenchi allegati alla legge includono sia beni materiali (macchinari, robot, sistemi) che immateriali (software, sistemi gestionali, piattaforme digitali). Devono comunque rispondere ai requisiti tecnici e di interconnessione previsti dal modello 4.0.
- Quali sono le date rilevanti: ordine, consegna o interconnessione?
La data rilevante è quella di consegna o disponibilità del bene per l’uso. Per i beni realizzati in economia, è il momento in cui risultano pronti e disponibili. L’ordine non conta: anche ordini del 2025 possono beneficiare dell’incentivo se la consegna avviene tra 1° gennaio 2026 e 30 settembre 2028.
- Posso applicarlo in leasing e come si calcolano i canoni deducibili?
Sì. La norma include i canoni di locazione finanziaria. La maggiorazione si applica al canone periodale, aumentando la deduzione annuale rispetto a un leasing standard. Serve documentazione sul bene e sulla interconnessione per dimostrare i requisiti 4.0.
- Il bene deve essere prodotto in UE/SEE: come si prova?
Serve documentazione dal fornitore o dalla fattura che certifichi la provenienza. Certificazioni di origine, dichiarazioni del costruttore, o dichiarazioni IVA sono strumenti validi. In caso di subappalto o catena di subfornitori, serve tracciabilità fino al produttore finale.
- Cosa succede se l’azienda è in perdita e non ha imponibile?
L’iper ammortamento riduce il reddito imponibile annuale. Se l’azienda è in perdita, la perdita si espande e può essere compensata negli anni successivi (con i limiti di legge). In questo senso, il beneficio si dilata nel tempo ma non si perde.
- Quali sono i controlli più frequenti e quali documenti servono?
I controlli verificano: (1) conformità tecnica del bene ai criteri 4.0, (2) interconnessione effettiva con altri sistemi, (3) provenienza da paesi UE/SEE, (4) ubicazione fisica in Italia, (5) coerenza tra documenti e contabilità. Servono: schede tecniche, contratti, fatture, documentazione di installazione e interconnessione, e un fascicolo ordinato.





